Il libro di Augias, Pesce, Indagine su Gesù, non dice nulla di nuovo rispetto agli studi neotestamentari. Tuttavia, «Avvenire» e «Civiltà Cattolica» hanno lanciato accuse agli autori perché cercano di smontare tutti i dogmi della fede. Sarà, ma le falle sono altrove.
Il libro raccoglie gran parte delle analisi fatte da studiosi laici americani, quindi, lontani dalle scuole teologiche nostrane. Peccato, però, che Augias e Pesce citino ancora il Vangelo segreto di Marco, con la presunta scoperta di Morton Smith nel 1958, perché è ormai acclamato nel mondo scientifico che l’esimio professore della Columbia University abbia deliberatamente creato un falso. Sì, è così: Smith s’inventò la balla di aver trovato una copia del vangelo di Marco citata da Clemente Alessandrino nel 200 e scomparsa nei codici del IV secolo. Anzi, fu proprio lui a scrivere il testo. L’esame calligrafico e grafologico fatto sul manoscritto ha rivelato che si tratta proprio della scrittura di Smith.
Peccato, che il professore della Columbia University sia morto nel 1991 e non abbia potuto replicare. Sarei stato curioso di vedere cosa avrebbe detto. Anche se Augias e Pesce avrebbero dovuto essere a conoscenza di questa balla stratosferica.