La notizie è di pochi giorni fa e l’ho letta sul quotidiano israeliano Ha‘aretz: Oled Golan (nella foto a destra), il controverso proprietario dell’ossario di Giacomo, ha presentato in aula alcune scattate nel 1976 che presentano il reperto con l’iscrizione già presente.
Le foto sono state analizzate da periti americani dell’FBI. Cadrebbe, quindi, l’accusa che qualcuno avrebbe inscritto il testo aramaico recentemente sull’ossario del I secolo.
Ovviamente, seguiremo passo passo la vicenda giudiziaria che potrebbe smentire o confermare gli studi archeologici, geologici e paleografici.