Business religioso divinamente ispirato
Business religioso divinamente ispirato
Divinely inspired religious money makers
giovedì 22 gennaio 2009
Lo so che lo sapete. Ma, repetita iuvant. Il business derivante dal traffico delle reliquie e dallo spostamento di pellegrini verso i luoghi di culto non si esaurì nel medioevo. Anzi. Continua ed è in ottima salute anche oggi. Pensate solo allo scandalo di Santiago de Compostela: sappiamo per certo che Giacomo non morì nè fu sepolto lì, ma a Gerusalemme. Eppure, a mille anni da questo evento, bastò la dichiarazione di un vescovo di aver trovato le ossa del compagno di Gesù in Spagna per creare un luogo di culto pari, per prestigio, a Roma e Gerusalemme. Ancora oggi, l’indotto di pellegrini che si recano per pregare di fronte alle ossa di chissà quale contadino medievale dà lavoro a migliaia di persone.
Saranno resi noti a giorni i dati sul turismo religioso:
Spesso lo dimentichiamo. Eppure Milano, città degli affari, della moda, del design e dell’editoria, è anche meta di turismo religioso. La quinta in Italia, per l’esattezza, dopo Roma, al primo posto nel mondo con 26 milioni di turisti l’anno; San Giovanni Rotondo (Foggia) che ospita la salma di Padre Pio; Torino, per la Sacra Sindone; e la francescana Assisi. Questi i dati dell’Osservatorio BitLab commissionati da Expo Cts, che saranno presentati a Milano in occasione del primo workshop sul turismo religioso.
È vero che reliquie (vere e false) fanno mangiare parecchie persone. Ma questo è abuso di credulità popolare.