Sindone: Moissanite naturale o artificiale?
Sindone: Moissanite naturale o artificiale?
La Sindone, la moissanite e le coste della Turchia
martedì 23 settembre 2008
Sarà stata la stampa a banalizzare? Cosa è stato raccontato ai giornalisti dei pigmenti e della moissanite identificata tra le polveri sindoniche? Si sono aggiunti diversi commenti che ripropongo qui. Offro uno spazio maggiore per aiutarvi meglio a capire di come la questione di cui avevo parlato qui sia davvero paradossale. Buona lettura.
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Credo sia doveroso qualche chiarimento.
La ricerca scientifica seria non procede facilmente in mezzo a polemiche ed a discussioni orientate ad obiettivi prefissati. Ogni discussione quindi deve essere seria ed obiettiva senza apprezzamenti gratuiti (“idiozie sulla Sindone”), facendo riferimento a ciò che effettivamente è stato pubblicato e non a quello che viene a volte distorto dai media.
Si evita in tale modo di incolpare una seria ricercatrice di dimenticarsi la presenza di alcune sostanze come gli ossidi di ferro quando invece vengono chiaramente indicati nel poster pubblicato. Essa scrive infatti: “In accordance with preceding studies by W. McCrone, in the powders drawn from the Turin Shroud different pigments have been found, among which there are iron oxides (Hematite and Magnetite Fig.6, Goethite Fig.7), Cinnabar (Fig.8 ) and Lapis lazuli (Fig.9).”
La ricercatrice universitaria ha individuato anche la presenza di moissanite lasciando però al condizionale le sue conclusioni, come si fa nelle ricerche scientifiche serie.
“… it is interesting that Silicon carbide SiC, existing as the mineral moissonite, is typical of the rocks of the Turkish Mediterranean coast: this could confirm the passage of the Shroud in that area.”
Colgo l’occasione per osservare due punti:
1) Il congresso internazionale sulla Sindone organizzato dal gruppo ShroudScience nella cittadella universitaria di Columbus (Ohio) non è “uno di quei convegni di sindonologi dove se la raccontano fra di loro”, ma è stato un congresso scientifico pubblicizzato anche via web che era aperto a tutti, sia ricercatori favorevoli che contrari all’autenticità della Sindone.
2) Il cosiddetto “materiale clandestino distribuito dalla 3M” è stato personalmente affidato a Giovanni Riggi di Numana dal Cardinale Ballestrero, l’allora responsabile dei prelievi sindonici, con il compito di proseguire nelle analisi scientifiche. In ogni modo l’ufficialità o meno di un campione, dal punto di vista religioso, non ha alcunché a vedere con la sua attendibilità scientifica, soprattutto se lo stesso campione può essere riconosciuto come autentico con un semplice metodo scientifico (per esempio basato sull’analisi in luce a polarizzazione incrociata).
Scritto questo, auspico che presto si formi un valido comitato scientifico capace di vagliare le informazioni scientificamente attendibili sulla Sindone, scartando invece dichiarazioni obsolete, per esempio quella che ancora riferisce che l’immagine corporea sia costituita da pigmenti quali ossidi di ferro e solfato di mercurio.
Prof. Giulio Fanti
www.dim.unipd.it/fanti
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Vorrei capire: chi ha detto la frase virgolettata nell'intervista che i pigmenti sono inquinamento e la moissanite una prova del passaggio in Turchia? E' un errore della stampa o una conclusione strumentale della ricercatrice? Come si fa a dire che la moissanite sia naturale e non artificiale? Dove è scritto che è tipica della Turchia? Per il famoso sassolino di 50000 anni fa?
Lo so bene cosa è la chat di Yahoo ShroudScience. Una chat, appunto. Ne ho fatto parte anch'io fin dalla sua fondazione da parte della Marinelli. Un centinaio di cristiani molto devoti che, guidati dalla fede, alternano messaggi di preghiera a ipotesi spesso strampalate (non fatemi fare i nomi, ci sarebbe da ridere in quanto a competenze e tenore delle argomentazioni). Perché, caro Fanti, non rendiamo pubblico l'archivio di queste conversazioni "scientifiche"? Sul congresso, poi, ha poco da dire a me, visto che ero uno dei "peer reviewers" con Dan Scavone per l'area storica. So bene come ha funzionato e dove si è svolto.
Infine, il materiale sarà anche stato distribuito dal cardinal Ballestrero, ma Saldarini nel convegno a Torino del 1998 fu molto chiaro. Ricordo, inoltre, che l'unica volta che il materiale sindonico non è andato nelle solite mani amiche è stato datato al medioevo. Che conicidenza...
Antonio Lombatti
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Il professor Fanti dice giustamente che bisogna fare "riferimento a ciò che effettivamente è stato pubblicato e non a quello che viene a volte distorto dai media". Però non ci dice dove si può trovare il testo originale pubblicato e ne cita solo un paio di frasi. In mancanza del testo originale, ci si deve per forza attenere alle fonti giornalistiche. Ho sottomano tre di tali fonti: un'agenzia Adnkronos del 19 settembre e due interviste alla dottoressa Giulia Moscardi apparse, entrambe il 20 settembre, sulla Gazzetta di Modena e sul Resto del Carlino. Le tre fonti sembrano essere indipendenti ma presentano un quadro sostanzialmente analogo.
Prendo in considerazione, da tali fonti, i due punti che suscitano maggiore perplessità. La dottoressa Moscardi, o eventualmente il professor Baraldi o il professor Fanti, potranno, se credono, correggere le distorsioni giornalistiche.
(1) Nessuna delle fonti parla della possibilità che il SiC trovato nelle polveri sindoniche sia un contaminante artificiale.
La moissanite *naturale* è molto rara. Fu trovata per la prima volta circa un secolo fa in piccole quantità in un cratere di meteorite in Arizona, quando già si sapeva produrre SiC in laboratorio. Un articolo del 1960 riferisce che i primi tre ritrovamenti di moissanite di formazione terrestre (non di provenienza da meteorite) furono comunicati nel 1958 (Wyoming), nel 1959 (Russia) e nel 1960 (Boemia). In seguito ci sono stati altri sporadici ritrovamenti qua e là per il mondo, ma in piccole quantità. Ancora una trentina di anni fa, c'era qualcuno che sosteneva che non esiste moissanite naturale di origine terrestre.
Per contro, il SiC sintetico o *artificiale* viene prodotto industrialmente in grande quantità, già da molti decenni, e trova largo impiego in svariati campi. E' logico quindi supporre che il SiC trovato nelle polveri sindoniche sia un inquinante artificiale. E' ovvio che mille anni fa, quando secondo i sindonologi la Sindone si trovava a Costantinopoli, non esisteva il SiC artificiale.
Non sappiamo per quali vie un inquinante possa essere giunto nelle polveri raccolte da Giovanni Riggi di Numana con un aspiratore inserito nell'intercapedine fra il telo sindonico e il telo di supporto, ma c'è una possibilità che va considerata. Uno dei più comuni usi del SiC è come abrasivo. Nel suo Rapporto del 1982, Riggi spiegava che per il prelievo aveva usato strumenti ben levigati per non danneggiare il telo della Sindone. Cito due passaggi (asterischi aggiunti). A proposito delle testine aspiranti che andavano a strusciare sul telo, Riggi scrive:
«Le testine infatti dovevano fungere anche da spazzole data la particolare forma della superficie di contatto, costituita da un gran numero di piccole piramidi a **spigoli arrotondati** accostate tra loro...» (p. 52)
Per evitare il rischio di rovinare il telo, ci si aspetta che abbiano levigato per bene con un abrasivo per arrotondare le punte delle piccole piramidi. L'aria aspirata passava proprio di lì e avrà raccolto dalle puntine le particelle di abrasivo che erano eventualmente rimaste. Non sappiamo che cosa fu usato per abrasivo, ma una sostanza comunemente impiegata è appunto il SiC.
Anche per il divaricatore metallico che inserì fra i due teli, Riggi scrive:
«.. permisero di realizzare uno strumento complesso che rispettava le necessità richieste senza presentare dubbi sulla possibilità di produrre danni; fu infatti posta particolare cura **all'arrotondamento di ogni spigolo** e all'eliminazione di ogni **punto di possibile attrito** con il tessuto, specialmente negli incernieramenti.»(p. 51) Quindi abrasivo anche qui.
(2) Le fonti giornalistiche dicono che la moissanite è un minerale tipico delle coste turche e anche il testo originale citato da Fanti lo conferma: "it is interesting that Silicon carbide SiC, existing as the mineral moissonite [moissanite], is typical of the rocks of the Turkish Mediterranean coast". Sarebbe opportuno fornire qualche supporto per questa affermazione. Un articolo del 2003 (già citato da Lombatti) parla di un ciottolo trovato sulla costa turca dell'Egeo e contenente un po' di moissanite. Il riassunto dell'articolo comincia così: "We report the first occurrence of moissanite (SiC) as a rock-forming mineral (8.4 vol%) in one unique specimen of a terrestrial rock." Non si direbbe che si tratti di un'evenienza comune. I sei autori dell'articolo sono svizzeri (due con nome apparentemente italiano) ed eventualmente li si potrà contattare per maggiori informazioni sulla moissanite turca.
Se l'autrice del poster presentato a Columbus, o i professori Baraldi e Fanti, vorranno fornire un commento su questi punti, aiuteranno a chiarire la situazione. Il discorso si potrà eventualmente estendere ad altri punti.
Gian Marco Rinaldi
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Ecco alcune risposte alle domande formulate. ==> A. Lombatti: “Vorrei capire: chi ha detto la frase virgolettata nell'intervista che i pigmenti sono inquinamento e la moissanite una prova del passaggio in Turchia? E' un errore della stampa o una conclusione strumentale della ricercatrice? La ricercatrice Giulia Moscardi giulia.moscardi@unimore.it mi ha detto di essere stata intervistata telefonicamente. So per esperienza che a volte i giornalisti virgolettano frasi mai dette nella forma trascritta. ==> A. Lombatti: Come si fa a dire che la moissanite sia naturale e non artificiale? Dove scritto che tipica della Turchia? Per il famoso sassolino di 50000 anni fa? La ricercatrice si detta pronta a spiegazioni, ma mi ha riferito che la sua conclusione preliminare e pertanto stata posta al condizionale. Il fatto che la moissanite provenga dalla Turchia stato trovato in un database specifico per le analisi Raman, disponibile in Internet, ma la stessa ricercatrice scrive che saranno necessari approfondimenti futuri. ==> A. Lombatti: SHROUDSCIENCE. Molto volentieri renderei pubbliche le discussioni; ho già fatto anni fa una proposta simile, ma altri non si sono trovati della mia opinione. Credo che un problema potrebbe essere quello di scremare dai pi di 13000 messaggi, quelli effettivamente interessanti e di valore scientifico (e dal mio punto di vista non mancano). chiaro che se non si vuole escludere a priori qualcuno (e questo mi sembra antidemocratico), nel gruppo possono esserci persone di livello inferiore, ma ShroudScience composto di diversi docenti universitari e medici italiani ed esteri che forniscono informazioni aventi anche un buon contenuto scientifico. Non invece vero che il gruppo sia composto da soli cristiani, per di pi molto devoti (preferisco non fare nomi). ==> A. Lombatti: Ricordo, inoltre, che l'unica volta che il materiale sindonico non andato nelle solite mani amiche stato datato al medioevo. Che coincidenza... Per coincidenza io ho un poco di materiale sindonico, che in accordo con G. Riggi di Numana posso distribuire su richiesta a fronte di un piano prove dettagliato, dove siano evidenziati chiaramente scopi e metodi di indagine. Aspetto il piano prove. ==> G. M. Rinaldi: dove si può trovare il testo originale pubblicato Il testo sarà probabilmente pubblicato assieme agli atti del congresso di Columbus. Ho l’autorizzazione verbale di G. Moscardi a fornirlo su richiesta. ==> G. M. Rinaldi: La moissanite *naturale* molto rara. .. vero e per questo potrebbe essere un indizio del passaggio di un oggetto da un certo luogo; anche vero che potrebbe essere di origine artificiale e invito gli interessati a contattare la Fondazione 3M per chiedere la possibilità di analizzare le spazzole incriminate. Ripeto che la deduzione della ricercatrice preliminare e meriterebbe approfondimenti. ==> G. M. Rinaldi: Se l'autrice del poster pres..
Giulio Fanti
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L’ultimo messaggio di Fanti, probabilmente per la lunghezza, è stato troncato. Ma il contenuto è chiaro. Evito di replicare perché c’è davvero poco da aggiungere. Come per la congettura di Jackson smentita da Oxford, anche in questo caso «molto rumore per nulla».