«Brother of» on the James Ossuary
 
Torno a parlare ancora una volta dell’ossario con l’iscrizione «Giacomo, figlio di Giuseppe, fratello di Gesù». Non perché abbia cambiato idea sulla sua falsità. Ma per trattare più dettagliatamente un argomento linguistico su cui i maggiori esperti hanno sorvolato. Mi riferisco alla forma אחוי per indicare «fratello» seguito da ד. 

L’iscrizione recita יעקוב בר יוסף אחוי דישוע. Non ci furono problemi di sorta nella sua lettura da parte di A. Lemaire. La vocalizzazione dell’aramaico determina:
יַעֲקוֹב בַּר יוֹסֵף אֲחוּי דְּיֵשׁוּעַ

La scrittura del nome proprio Giacomo non è sempre identica. In Geremia (30,18) troviamo la forma יַעֲקוֹב, una forma che si ritrova tre volte nel catalogo di Rahmani (CJO 104, 396 e 678). Ma su altri due ossari, invece, è presente la forma יַעֲקֹב, senza la “waw” come in Genesi 25,26 (CJO 290 e 865).

Per ciò che riguarda la forma enfatica di אָחָא che si ritrova nell’apocrifo della Genesi di Qumran (1Q20, col XXI, 34 - XXII, 1) leggiamo: בר אחוי די אברם («figlio del fratello di Abramo») nella stessa forma dell’אחוי presente sull’iscrizione dell’ossario di Giacomo. J. Fitzmyer aveva fatto notare come tale forma sintattica per esprimere «fratello» fosse rarissima e l’unico parallelo esistente era quella citazione nell’Apocrifo della Genesi. Per questo, in molti pensarono che un ipotetico falsario non avrebbe mai usato אחוי. E invece, ho scovato un altro parallelo molto più significativo.

Dei quasi mille ossari catalogati da Rahmani solo uno presenta la forma «fratello di» in aramaico. Occhio: uno su mille, ripeto. Ecco l’iscrizione:









סימי בר עשיה אחוי ד חנין 
ovvero, «Shimi, figlio di ‘Asia, fratello di Hanin» (CJO 570). Ecco da dove ha copiato il falsario la sua iscrizione. Dal catalogo dello studioso più autorevole di ossari. L’unica forma presente con «fratello di», אחוי ד appunto, è stata adottata come matrice autorevole. E bravo il nostro furfante. Altro che testi aramaici rari o rarissimi del corpus qumranico. L’ispirazione è stato semplicemente l’unico parallelo presente in Rahmani.

Joseph Fitzmyer thought, at first, that a presumed fraudster could hardly find any literary source using אחוי ד to express «brother of». The only parallel was found in the Qumranic Apocryphal Genesis (1Q20). However, in Rahmani’s catalogue, among the 895 ossuaries, only one has been carved with the aramaic form «brother of». It’s the number 570 where it can be read:
סימי בר עשיה אחוי ד חנין 

So, it’s much easier to understand where the “holy fraudster” took his inspiration: from the only surving parallel that was easily found in the most authoritative book on ossuaries. Where the Fraudster Took His Inspiration
martedì 18 settembre 2007
 

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