Jewish Believers Named by Paul - 2
 
Andiamo per ordine. L’argomento è vasto e complesso. Cercherò di semplificare al massimo. Dicevo nel post precedente dell’esistenza appurata di ebrei cristiani (cristianizzati) nei primi secoli dopo Cristo. Ora, non è facile stabilire se rispettassero la Torah alla lettera, se credessero completamente in Gesù come nel messia e nella sua resurrezione. Certo è che Paolo cita diversi giudei convertiti durante la sua missione. Ne parla nelle sue lettere e Luca negli Atti.

In Atti 21, Giacomo, il fratello di Gesù, dice a Paolo delle molte migliaia (21,20) tra i giudei che erano arrivati alla fede. Nonostante si tratti di un’espressione iperbolica, è indubbio che ci fossero ebrei a Gerusalemme seguaci di Giacomo, quindi, di Gesù. 

Come possiamo capire se le persone citate da Paolo fossero o meno giudei? I nomi propri sono indicativi. Ma non bastano. Molte spesso, infatti, troviamo nomi greci o latini anche tra gli ebrei nella Palestina romana. 

Il primo sembra essere Anania (At. 9,10), un discepolo di Damasco. Uno dei primi ebrei convertiti fuori dalla Giudea di cui si abbia notizia. Più avanti Paolo dice che era «devoto osservante della legge e in buona reputazione presso tutti i Giudei colà residenti» (22,12).

Il secondo è Andronico. È salutato da Paolo (Rm 16,7). Si tratta di un nome comune a Roma. Lui e Giunia sono salutati come to‡j suggeneéj, espressione che indica chiaramente che sono giudei (9,3).

Poi, seguono altri nomi. Di cui parlerò nel prossimo intervento. Alla fine dell’analisi di Atti e Lettere cercherò di trarre alcune conclusioni.73A1AE47-9C3D-4C20-A9E6-42C6E33E279C.htmlshapeimage_2_link_0
lunedì 29 ottobre 2007

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