Yet again: The language of Jesus?
Yet again: The language of Jesus?
Il villaggio dove si parla armaico. Ma Quale?
domenica 6 luglio 2008
Quando i quotidiani non sanno di cosa parlare di solito riciclano notizie vecchie. E che non sono nemmeno notizie. E in parte anche sbagliate. È la vota de La Stampa che scrive del villaggio dove si parla l’aramaico di Gesù.
Facciamo un po’ di ordine. Anzitutto se ne è parlato lo corso anno qui e qualche mese fa qui. Solo per fare due esempi. Ora vediamo la parte linguistica. Davvero a Malula si parla l’aramaico? Sì. Gesù parlava l’aramaico? Certamente. Quindi, a Malula si parla la lingua di Gesù? Sbagliato. O meglio: non proprio.
L’aramaico non è una lingua, ma un ampio gruppo linguistico con idiomi molto simili tra loro, ma ciascuno con peculiarità lessicali, grammaticali e fonetiche distintive. Per fare un esempio: francese, italiano e portoghese appartengono al gruppo delle lingue romanze; tedesco, danese e inglese provengono dal ceppo germanico. Nonostante appartengano alle stesse famiglie linguistiche, esse non sono certamente identiche. Anzi.
Inoltre, una lingua non è un oggetto immobile. Col tempo ci sono arricchimenti nel lessico, nella dizione e anche nelle strutture grammaticali.
Cosa rende allora l’aramaico di Malula così speciale? Il fatto di appartenere al gruppo dei dialetti aramei occidentali, tra i quali era inclusa anche la lingua che parlava Gesù.
Per concludere con un parallelo più o meno calzante: in quel villaggio della Siria gli abitanti parlano la lingua di Gesù come noi possiamo parlare quella di Giulio Cesare.
Schlom aleikum», la pace sia con te. Abu George, 65 anni, baffi importanti, crocefisso d’oro al collo, accoglie i visitatori dietro il bancone del bazar zeppo di rosari, candele, magneti con l’immagine della Madonna accanto a quelli del leader di Hezbollah Nashrallah. A Damasco i suoi connazionali salutano dicendo «Salam aleikum»: lui preferisce l’antica parola «schlom», un suono remoto, meticcio, affine all’ebraico «shalom». «L’ho imparato dai miei genitori e l’ho insegnato ai miei 5 figli» racconta versando il té nero, forte, speziato. Benvenuti a Maalula, l’ultima tenace enclave della lingua di Gesù.