E si difende, attaccando, tutti quelli che la criticano e la contestano. Non le va giù, nello specifico, l’accusa di “fantascienza” di Bruno Barberis e - penso io - quella di Giuseppe Ghiberti, anche se non la cita, visto che lui è storico e biblista di professione. Non ricorda nemmeno la reprimenda del suo superiore all’Archivio Vaticano. Ribadisce che la sua lettura di «signum fusteum» è corretta. Non sopporta i baffoni biondi. E cita a suo sostegno anche il supporto di Simonetta Cerrini. Però non ricorda che in quell’articolo si diceva:


  1. Originaires de contrées diverses, il est aussi vraisemblable que les Templiers ne se référaient pas aux mêmes choses quand on leur faisait avouer - sous la torture - avoir adoré « une idole », la plupart du temps une statue de bois (signum fusteum), comme celle dont parle le templier Guillaume Bos.


Giusto: «statue de bois», ovvero «signum fusteum». Barbara, Barbara...


A fianco, la prova inconfutabile del possesso della Sindone da parte dei templari. L’istantanea fu scattata nel 1306 da Giovanni Aquilanti...


(questa spettacolare illustrazione è opera di Luca Tarlazzi)

counter customizable free hit