Non è bastato lo studio di Gaetano Ciccone, che aveva messo in evidenza incongruenze e frodi, più o meno intenzionali, nella presentazioni dei sindonologi dello studio dei pollini sulla Sindone. Ora fa notizia la possibilità che Marzia Boi avrebbe identificato un’altra specie: non più la Gundelia (sbandierata per anni e ora sparita), ma l’elicriso. In proposito, osserva Gian Marco Rinaldi (commento in parte censurato da Tosatti):


  1. L’esame al microscopio elettronico della Boi da’ la risposta". In realtà Marzia Boi non ha mai osservato alcun granulo della Sindone con qualsiasi microscopio, ne' lo ha mai affermato. La Boi puo' solo aver visto l'unica fotografia di un granulo della Sindone che fu pubblicata nel 1999. Si tratta di una foto presa da Uri Baruch con un comune microscopio ottico. Baruch attribuiva il granulo al genere Gundelia. Nel 2001 l'autorevole palinologo Thomas Litt esamino' direttamente i granuli sindonici di presunta Gundelia disponendo di microscopi più avanzati (scansione laser e confocale). Litt disse che lo stato dei granuli (immersi nella colla del nastro adesivo) non permetteva di identificare il genere, tanto meno la specie. Ritenne che non si trattasse di Gundelia e propose piuttosto il "tipo" Carduus (cioe' il genere Carduus o un altro genere con pollini simili). Dunque un esperto palinologo, esaminando direttamente i granuli e disponendo dei microscopi più avanzati, non è riuscito a identificare il genere. Come è possibile che ora la Boi, solo guardando una fotografia, sia capace di identificare il genere Elicriso?


Proprio così. Ma si sa, i sindonologi e i giornalisti loro amici sono volubili. Basta addirittura una foto per avere certezze su pollini o scritte in aramaico. Sul fatto che l’elicriso fosse una pianta funebre usata nel giudaismo del Secondo Tempio tornerò in un secondo momento. Dimenticavo: restati sintonizzati perché è in arrivo un’altra novità sulla Sindone nei prossimi giorni.