The Pope and celibacy today
The Pope and celibacy today
Ancora sul celibato
venerdì 12 marzo 2010
Questa mattina papa Ratzinger ha ribadito, contrariamente a quanto affermato dal cardinale di Vienna, che il celibato è un valore cristiano imprescindibile. Cerchiamo di fare allora un po’ di chiarezza.
Dire «valore cristiano» è sbagliato e fuorviante: i sacerdoti si sposano nel cristianesimo riformato, ovvero, nelle chiese protestanti. Bisogna parlare, invece, di cattolicesimo romano. La prima osservazione, quindi, è che, basando le proprie considerazioni teologiche sul medesimo testo - il Nuovo Testamento - si può evidentemente sostenere sia il matrimonio che il celibato.
La storia del cristianesimo ci ha lasciato numerose fonti in proposito. Dagli Atti degli Apostoli sappiamo che gran parte degli apostoli erano sposati. Dai primi padri della chiesa abbiamo notizie di donne che partecipavano ai pasti eucaristici. Il decreto 43 del Concilio di Elvira (306), in Spagna, dice che il prete non poteva dormire con la moglie la sera prima della messa. E il Concilio di Laodicea (352) stabilì che le donne non potessero più essere ordinate. Ciò significa, ovviamente, che non solo i preti erano sposati, ma che c’erano anche donne prete fino alla metà del IV secolo.
Ancora nell’VIII secolo, san Bonifacio ricorda come quasi tutti i preti e i vescovi fossero sposati nonostante il divieto imposto da papa Gregorio Magno. Il Concilio di Aix-la-Chapelle dell’836 ammise che c’erano numerosi aborti e infanticidi nel monasteri e nel seminari. Per questo motivo l’intervento di san Ulrico vescovo fu a favore del ripristino legale del matrimonio dei preti per evitare questi crimini contro la vita.
Nel 1074 papa Gregorio VII impose nuovamente ai preti il celibato prima dell’ordinazione. Nel 1123, papa Callisto II stabilì che i matrimoni dei preti erano nulli, confermando così che all’epoca molti di loro erano ancora sposati. Poi, arrivò Lutero e tutti sapete come andò a finire.
Perché la chiesa lentamente vietò il matrimonio dei religiosi? Semplicissimo: perché mogli e figli di preti e vescovi potevano ereditare i beni della chiesa. E questo non poteva essere tollerato. Altro che valore cristiano.
Questo un buon libro sull’argomento.