Lo strano silenzio dei sindonologi su Akeldama
 
Masada, Kuznetsov, crocifissione, vangeli, leggende apocrife e non so quante altre falsità e omissioni sono state scritte e compiute in modo deliberato. La sindonologia del dopo C14 le ha provate tutte. Ma proprio tutte. Per ribaltare la datazione medievale della reliquia sono state utilizzate diverse scorrettezze. Talvolta, forse, in buona fede. 

Sulla tomba e relativa sindone integra di Akeldama è calato un silenzio pietoso. Proprio perché quel ritrovamento contraddice in tutto il telo torinese e conferma, invece, gli usi e le tradizioni ebraiche della sepoltura contenute in Semahot 1,2-5 e 12,10.










Facendo un’analisi comparata di evince:
















Potete ora capire perché Baima Bollone nel suo ultimo libro, Il mistero della Sindone (p. 197, nota 3), citi di sfuggita la sindone di Akeldama attraverso una notizia data di Ghiberti, omettendo qualsiasi dettaglio tecnico. Lo stesso Ghiberti ha taciuto sul ritrovamento in tutte le sue pubblicazioni.

E su un altro particolare della vicenda i sindonologi non hanno scritto una sola riga. Nonostante la sindone di Akeldama fosse rimasta sepolta nello sporco del terreno per duemila anni, il C14 del laboratorio di Tucson ha dato come risultato il primo secolo. Per la Sindone, invece, si è addirittura arrivati a dire che le mani sudice che toccavano il tessuto durante l’ostensione avrebbero provocato l’errore nella datazione radiocarbonica. Fate un po’ voi. 

LABELS: sindone di Akeldama by Antonio Lombatti Quello che Baima Bollone non scriverà mai
sabato 9 giugno 2007
Sindone di Akeldama

cadavere avvolto strettamente

tessuto di lana

tessitura semplice 1:1

braccia lungo il tronco

legatura caviglie, anche e collo

Carbonio 14: 50 a.C. - 70 d.C. Sindone di Torino

cadavere coperto

tessuto di lino

tessitura complessa 3:1

braccia incrociate sui genitali

nessuna legatura

Carbonio 14: 1260-1390
 
 
 

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