Is God Violent?
 
Sul quotidiano Avvenire di oggi (pag. 25), c’è un lunghissimo articolo del filosofo Robert Spaemann. La tesi di fondo è che il messaggio basilare delle religioni - in particolare quelle monoteiste e, soprattutto, il cristianesimo - sia fondato su dialogo, tolleranza e pace. E tutta la storia contemporanea del cattolicesimo sia improntata da tale impostazione. La violenza islamica, o di qualsiasi altra religione, in nome del proprio Dio è - a detta di Spaemann - una palese contraddizione.

Il filosofo procede con complesse e sofisticate argomentazioni. Che, tuttavia, non chiariscono una semplice contraddizione all’interno del cristianesimo. C’è, infatti, una notevole differenza tra il Dio dell’Antico Testamento, che con le sue piaghe non risparmia nemmeno donne e bambini per punire gli egiziani, e il Cristo del Nuovo Testamento con il suo messaggio pacifico «porgi l’altra guancia».

In questo senso, l’idea provocatoria di H. Avalos sulla fine degli studi biblici si fa molto attuale. Idee e comportamenti dell’Antico Testamento sono comprensibili solo per popolazioni vissute più di duemila anni fa. Mentre la «buona novella» neotestamentaria è, in quest’ottica, un messaggio molto più rivoluzionario e ancora attuale.

[The article by the philosopher R. Spaemann published in the Italian daily newspaper “Avvenire” deals with contemporary violence in the name of God. However, in his careful paper, he doesn’t make any difference between the violent Old Testament God, who kills women and children to punish the Egyptians, and the peaceful Christ of the New Testament, talking about Christianity as a whole.]7A12ACD4-475B-4F51-8E0D-6C69206D64C0.htmlshapeimage_2_link_0
Discutibile la tesi del filosofo R. Spaemann
mercoledì 18 luglio 2007
 

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