La Mappa di Vinland e i 25 milioni di dollari
 
Come altre vicende controverse di reperti archeologici, la questione della Mappa di Vinland - la presunta cartina geografica di Groenlandia e nord America disegnata prima del 1492 - potrebbe essere risolta in poche righe. Ma... ma, come succede quando sotto ci sono in ballo milioni di dollari, si è cercato di screditare l’analisi scientifica (spietata) che ne stabiliva la sua origine contemporanea e fraudolenta. Partiamo dall’inizio.
 
La mappa fu donata alla prestigiosa Yale University nel 1956 e, dopo alcuni studi effettuati, l’ateneo decise di assicurarla per 25 milioni di dollari, avendo fatto studiare la mappa da esperti medievisti e fatto stimare l’oggetto da una serie di venditori di rari reperti archeologici. Nel 1965 fu pubblicata per la prima volta e nel 1995 un secondo volume ne propagandava ardentemente l’autenticità. Ovvio, dopo la supervalutazione... Ma ecco che arrivano gli esperti.
 
La pergamena venne datata col metodo del carbonio 14 e risultò essere del 1440 circa. Ma questo significava poco, visto che un falsario avrebbe potuto procurarsi una pergamena medievale e, successivamente, disegnare la cartina.
 
Il McCrone Research Institute (MCRI) di Chicago - una prestigiosa istituzione accademica che forma i migliori microscopisti del pianeta - analizzò con il Microscopio a Luce Polarizzata (PLM) l’inchiostro con cui era stata realizzata la mappa. Tra le sostanze chimiche presenti c’era l’anatase, ovvero il biossido di titanio. Per i non addetti ai lavori niente di significativo. Ma a chi, come gli scienziati del MCRI abituati ad effettuare perizie su capolavori dell’arte - ciò rappresentò una prova decisiva a favore del falso medievale. L’anatase, infatti, è stato usato come composto sintetico solo a partire dal 1920. Ovvio, però, che la Yale University, avendo fatto valutare la Mappa di Vinland 25 milioni di dollari, non si rassegnò ed affidò nel 1992 ulteriori perizie alla California State University, che scoprì come in alcuni manoscritti medievali fosse usato del titanio. E questo fece gridare alla Yale University che la sua mappa era autentica.
 
Tuttavia, la composizione chimica del biossido di titanio che il MCRI trovò nell’inchiostro erano particelle di pigmenti con 0,3 micrometri di diametro, proprio come quello sintetico inventato e brevettato nel 1917.
 
Inoltre, la Groenlandia è rappresentata sulla Mappa di Vinland troppo correttamente: è un’isola, mentre i Vichinghi pensavano si trattasse di una penisola che discendeva da nord e così la descrivono in tutti i loro racconti e in una rarissima mappa del 1427. Ma c’è di più. Lo stesso nome di Leif Eriksson viene reso col latino Erissonius, che è una forma usata solo a partire dal XVII secolo di trascrizione arrivata in Europa dal francese e dall’italiano.
 
Insomma, le prove che sia un falso sono evidenti. Ma quando c’è sotto un gruzzoletto di 25 milioni di dollari, si capisce come non ci si rassegni facilmente.
 
 
 
Nell’inchiostro sostanze chimiche del ‘900
sabato 20 gennaio 2007

counter customizable free hit