Relics are free! Then, send us them all...
 
This is a very short summary of another article I’ve received on Hesemann’s catholic relics/reliquaries trade on eBay.

The move of saying the he sells reliquiaries and not relics is, as I said before, very smart. And changing his eBay nickname from “mhesemann” to “christart” is even smarter...

The Code of Canon Law forbids the purchase of relics (1191) and Vatican II cleary said that believers don’t have to worship relics without an indisputable authenticity documentation (SC 111).

Today we give a skeptic a look at – as he calls it – “Ex intumentis” which belonged to Pope John II. The other side of the story is that it can be freely obtained from the Vicariate in Rome, therefore the description “Reliquary, rare relic Pope John Paul II !” is misleading. Moreover, monsignor Slawomir Oder, who is Wojtyla’s postulator, declared on November 6, 2006, that all the presumed relics by Pope John Paul II must be considered false.

A website specialized in religious items underlined that reliquaries, like the one that keeps John Paul’s II relics, are made in Bolivia and cost 50 dollars; however, they are sold for over 500 $; and small 5 dollar oval relic boxes, that could be bought in any religious items shop, are sold at 150 $. 

But, above all, considering that relics are gifts and therefore free to bidders – as Hesemann says -  one may ask him to send some pounds of bones and hairs of various legendary saints (Philomena, or the Virgin Mary’s parents, Anne and Joachim). Sie sind kostenlos ! ;-)
 A.L.


Il mercato di reliquie cattoliche è ormai un fiume in piena, che dilaga specie sul mercato elettronico (eBay e affini). Il Codice di diritto canonico, al nr. 1190, vieta in termini assoluti la vendita delle reliquie. Molti commercianti perciò, nel tentativo di salvaguardare la propria onorabilità anche agli occhi dei clienti più timorati, ritengono furbescamente di poter aggirare queste norme precise dichiarando che ogni transazione da essi proposta riguarderebbe il solo reliquiario, mentre l’annessa reliquia sarebbe solo un gentile omaggio. Insomma, una specie di “paghi uno e prendi due”, da mortadella al supermercato. 

Tra questi spicca Michael Hesemann, da tempo titolare presso e Bay di un negozio chiamato Christian art gallery. Fino a pochi giorni fa il soggetto commerciava con l’esplicito nickname di “mhesemann”. Attualmente, forse a motivo del clamore suscitato, presso la comunità scientifica cui egli aspirerebbe appartenere, dalla scoperta di questa sua discutibile attività parallela, ha preferito adottare un nuovo pseudonimo anodino: “christart”. Grafica e contenuti del punto vendita, comunque, sono rimasti sempre gli stessi. 

A leggerne gli annunci si rimane basiti al cospetto dell’ossessiva reiterazione di tale assurda pretesa moralistica: “Please note that you bid on the reliquary, the relic is a gift for the High Bidder”! Essa rappresenta infatti un autentico insulto all’intelligenza di chi legge, risultando sistematicamente e palesemente contraddetta dall’evidenza dei fatti. Un esempio fra i tanti può essere una pretesa “reliquia” ex indumentis (?) del Servo di Dio Giovanni Paolo II (articolo nr. 290120242357). Si tratta di un minuscolo ritaglio quadrangolare di tela bianca contenuto in una piccola teca rotonda in metallo argentato. Ogni devoto di papa Wojtyla può ottenere gratuitamente una reliquia simile, facendone semplice richiesta al Vicariato di Roma. 

Hesemann, però, nonostante questo, non esita a dichiarare quello in suo possesso un pezzo “raro” (“Reliquary, rare relic pope John Paul II!”), confezionato dalle suore della Società di Maria Riparatrice subito dopo la morte del pontefice, avvenuta il 2 aprile 2005. Prima cioè che la diocesi di Roma, il 28 giugno successivo, aprisse il processo informativo circa la sua fama di santità, dichiarandolo ufficialmente Servo di Dio, e cominciasse a distribuire legittimamente le sue reliquie di seconda classe (oggetti personali usati in vita dal candidato alla beatificazione). La teca messa in vendita da Hesemann, di conseguenza, conterrebbe una di quelle “reliquie” che quando non sono del tutto false sono comunque “non riconosciute” dalla Chiesa, secondo quanto dichiarato all’agenzia ANSA, il 6 novembre 2006, dal postulatore della causa di beatificazione del papa polacco, mons. Slawomir Oder. Quindi di autenticità quantomeno dubbia. È stato lo stesso Concilio Vaticano II a ribadire come, per i cattolici, la liceità del culto delle reliquie si intenda limitata a quelle sicuramente autentiche (SC111), garantite come tali dagli ordinari diocesani e da quei soggetti a ciò specificamente preposti (postulatori etc.). Ma questo particolare canonico, evidentemente, poco importa a Hesemann che infatti richiama a gran voce i possibili compratori della sua merce affermando: “Bod with confidence, the authenticity is guaranteed”!… 

Tutto ciò beninteso, dal punto di vista dell’etica commerciale, risulterebbe soltanto un peccatuccio, dato che la vera offerta, giura Hesemann, si deve ritenere circoscritta al solo reliquiario, escludendone il contenuto. La teca, acquistabile presso qualsiasi negozio di articoli religiosi al prezzo di circa 3 dollari, è racchiusa in un ostensorio cruciforme alto 34 centimetri, pure in semplice metallo argentato, al quale Hesemann attribuisce un valore di ben 550 dollari. 

Il gestore del website americano www.forallthesaints.info, tuttavia, ha fatto notare ai propri visitatori che quel reliquiario, di produzione boliviana, ha un valore commerciale di appena 55 dollari, un decimo di quanto richiesto da Hesemann, ed è normalmente acquistabile anche su eBay (articolo nr. 330008790459) con un sovrapprezzo di appena 15,50 dollari per la sua spedizione in tutto il mondo. Cosa se ne deve concludere? Che Hesemann si sia clamorosamente sbagliato nello stabilire il valore dell’oggetto in suo possesso, dimostrando così un’assoluta incompetenza antiquaria? Bell’esperto... 

Certo è, comunque, che sempre presso il negozio eBay di Hesemann sono acquistabili anche tre piccole teche ovali, in ottone argentato, risalenti alla prima metà del XIX secolo. Trattandosi di oggetti coevi pressoché identici e dovendosi presupporre, sulla parola del venditore, che la loro valutazione commerciale riguardi il solo contenitore e non il contenuto, diventa disagevole capire per quale motivo una di esse (articolo nr. 290138121513) venga offerta al prezzo di 380 dollari, e le altre due (articoli nr. 290135474149 e 290135476490) siano invece acquistabili ad appena un quarto di questa cifra, 99 dollari. 

Tanta disparità di costo non dipenderà forse dal fatto che la prima teca contenga una reliquia di Santa Filomena, ricercatissima sul mercato americano, e le altre, rispettivamente, reliquie di Sant’Ignazio di Loyola e di Santa Veronica Giuliani, senza dubbio assai meno ambite dai collezionisti? 

Gli esempi potrebbero continuare ma sembra preferibile porre fine a questo desolante excursus con una notazione allegra. Tutti probabilmente conoscono la famosa barzelletta del tale che entra in un bar e chiede: Quanto costa un caffè? Il barista risponde: 70 centesimi. E l’altro: Compreso lo zucchero? Il barista: Lo zucchero è gratis. L’avventore di rimando: Allora me ne dia un chilo!... 

Allo stesso modo sarebbe interessante mettere alla prova la buona fede di Hesemann scrivendogli: Mi mandi cortesemente, visto che le regala, tutte le reliquie in suo possesso; i reliquiari se li può anche tenere!... Cosa risponderà?

S.R.C.
http://www.forallthesaints.infoshapeimage_2_link_0
Reliquaries made in Bolivia cost $ 50
mercoledì 18 luglio 2007
 

counter customizable free hit